martedì 24 gennaio 2012

Comunicato di Solidarietà ai lavoratori della Ferriera di Servola


1 commento:

anitti Giuliano ha detto...

Trieste 01 – 02 - 2012

Speriamo che quanto sottolineato dal Ministro dell’ambiente Corrado Clini in merito all’espressa volontà di legiferare per far si che si possano finalmente recuperare i nostri numerosi siti inquinati, per poter cantierizzare una serie di opere che per dimensioni e potenzialità siano realmente in grado di rilanciare la Portualità Italiana.

Nel Golfo di Trieste ci sarebbero due siti “la Ferriera di Servola e l’Area Ex Aquila” che per le loro particolari caratteristiche e posizione strategica potrebbe avere un radioso futuro Portuale.
Radioso futuro che purtroppo per ora è di fatto precluso da alcune farraginose e poco chiare Normative che nel nostro Paese attualmente regolano:

1. La discarica di materiali inerti per poter recuperare ampi spazi al mare.

2. Le bonifiche ed il possibile recupero dei Siti inquinati.

3. L'esecuzione dei dragaggi dei fondali di banchine e canali.

4. La gestione dei fanghi di dragaggio, e che sono attualmente fonte d’interminabili contenziosi e che di fatto stanno notevolmente condizionando in termini di tempi e costi la pianificazione e la cantierizzazione delle grandi opere di cui il nostro Paese avrebbe invece assoluto bisogno.

Per guardare al futuro e far si che la nostra Portualità possa realmente recuperare un significativo ruolo sulle scene dei Traffici Internazionali e rilanciare economie ed occupazione nei nostri territori, forse sarebbe il caso che finalmente il nostro Paese adottasse anche “le Normative Comunitarie” che favoriscono lo sviluppo e la crescita delle economie e non soltanto quelle che lo penalizzano.
Normative Comunitarie che di fatto hanno consentito la realizzazione ed il continuo attuale sviluppo di realtà Portuali come "di Rotterdam - Amburgo - Brema - Wilhelmshaven - Portsmouth - Londra - Felixstowe - Le Havre - Algeciras – Fos ecc." che non si possono certamente considerare sbocchi al mare naturali, poiché sono stai creati artificiosamente dall'uomo con notevoli opere "di recupero di siti - inquinati - sbancamenti - interramenti - e continui dragaggi dei fondali” per renderli adeguati alle crescenti e notevoli esigenze dei vettori marittimi e del mercato.

Per concludere penso che per affrontare serenamente “la portualita del terzo millennio” bisogna assolutamente risolvere le problematiche che assillano il futuro dei nostri Siti inquinati e della nostra Portualità, quindi credo che il nostro futuro sta in buona parte nelle mani del Legislatore ed in quanto sarà in grado fare per razionalizzare almeno alcune delle citate attuali farraginose Normative che purtroppo spesso sono fonte d’interminabili contenziosi, poiché in presenza di regole chiare e certe i finanziatori anche si trovano, prova ne sia l’apprezzabile proposta d’intenti elaborata tempo fa dalla cordata Unicredit/Maersk per creare nei nostri litorali un Superporto, operazione che purtroppo anche per le citate farraginose nostre Normative sembra sia almeno per il momento svanita nel nulla come una bolle di sapone.

BRUNELLO ZANITTI Giuliano