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mercoledì 14 marzo 2012

TAV : comunicato RSU CGIL Telecom Italia - Piemonte

 LA TAV NON E’ UNA PRIORITA’

Il progetto TAV, nella tratta transalpina Torino-Lione, e’ stato pensato nel 1990, oltre 20 anni fa. Da allora lo scenario economico nazionale ed internazionale è molto cambiato.
I dati ufficiali di monitoraggio, da parte dell’Osservatorio del Traffico Merci nella Regione Alpina, registrano, da oltre un decennio, una notevole riduzione del traffico merci su ferrovia da 10,1 milioni di tonnellate nel 1997 a 3,9 milioni di tonnellate nel 2010, mentre il traffico merci trasportato su strada è sostanzialmente stabile dalla prima metà degli anni ’90: 11,5 milioni di tonnellate nel 2010 a fronte della media registrata nel quindicennio precedente (12,7 milioni di tonnellate tra 1994 e 2008).

Il piano finanziario per la realizzazione dell’opera non è certo e le previsioni di spesa sono assai approssimative. I finanziamenti della Comunità Europea non sono ancora stati approvati ed esiste il  rischio che venga deciso di indirizzare i finanziamenti (a fronte della crisi in atto) sulle tratte ferroviarie nazionali e non più transnazionali. I costi della tratta sono ad intero carico della finanza pubblica in quanto l’investimento, non essendo “profittevole”, non ha attirato alcun capitale privato.  La tratta ferroviaria esistente è utilizzata al 25% della sua possibilita’.
L’impatto ambientale sui territori coinvolti è elevato e sarà prolungato: 10-15 anni almeno, così come l’impatto sulla salute dei cittadini visto l’aumento della CO2 e delle polveri dei cantieri.

A fronte di questi fatti crediamo sia lecito domandarsi se impiegare le ingenti risorse economiche previste (almeno 20 mld di euro) e se il disagio causato ad un vasto territorio, così’ importante per la Regione Piemonte, a fronte di una scommessa sull’effettiva utilità dell’opera, sia un’operazione giustificata. Va notato che non esiste nessuna analisi finanziaria dei costi-benifici dell’opera.
E’ anche profondamente cambiata nel Paese, in questi ultimi 20 anni, la sensibilita’ sulle questioni ambientali e c’è attenzione alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo eco-sostenibili. E’ cresciuta la consapevolezza della necessità’ di difendere ciò che si intende “bene comune”, sia esso: territorio, conoscenza, salute, ambiente o acqua (come il referendum ha dimostrato).

Tutti gli atti di violenza e di intolleranza vanno condannati ma la ripresa del dialogo è la risposta che una democrazia “matura” deve mettere in atto, alla ricerca di possibili soluzioni condivise. La sensibilità e le lotte per un modello di sviluppo, diverso da quello immaginato dai “tecnici” dell’alta finanza e del sistema bancario (responsabile della crisi in atto), devono trovare una rappresentanza.

In questa fase di crisi economica acuta in cui i lavoratori sono tragicamente colpiti nella riduzione delle pensioni, del welfare, del potere d’acquisto reale, nell’accesso ai servizi assistenziali e dove due giovani su tre sono o alla ricerca di un lavoro introvabile o sono precari, crediamo legittima e condivisibile la richiesta di riaprire la discussione per verificare se le risorse previste per la costruzione della tratta Torino-Lione non possano essere meglio impiegate.

Altre “Grandi Opere”, che generano un alto tasso di lavoro diffuso (nel rapporto tra investimento/attività produttive/servizi resi disponibili) e che possono migliorare la qualità della vita, non sono più procrastinabili, quali: la “cablatura” digitale delle città, il riassetto idrogeologico del territorio, la messa in sicurezza di molte scuole ed edifici pubblici, l’investimento nella “salute” pubblica, nelle energie alternative, nella ricerca e nell’innovazione in nuove tecnologie per rendere settori importanti dell’industria del Paese maggiormente competitivi.

RSU SLC CGIL TELECOM ITALIA PIEMONTE

Torino, 12.03.2012

mercoledì 7 marzo 2012

Ordini del giorno assemblea degli iscritti FIOM insiel

O.D.G. sul lavoro

Gli iscritti della Fiom Cgil dell’’Insiel S.p.A. di Trieste rifiutano qualsiasi accordo atto ad aumentare le flessibilità nel mondo del lavoro e considerano la legge 300 del 1970 “Statuto dei Lavoratori”, in particolare l’articolo 18 “licenziamento senza giusta causa” una legge di civiltà.
Rifiutiamo la tesi che l’articolo 18 della legge 300/70 sia d’ostacolo alla crescita occupazionale del nostro paese, ma ben altro limita l’uscita dalla crisi della nostra economia come il sistema giuridico che consente facili prescrizioni, corruzione, mafia, politiche sociali assenti e grandi progetti faraonici inutili.

Riteniamo doveroso che tutta la CGIL unitamente difenda il lavoro e i lavoratori al tavolo di trattativa con il Governo e chiediamo:


  • Il mantenimento, nella forma e nella sostanza, dell'articolo 18 della legge 300 “Statuto dei Lavoratori”, considerando la necessità di estendere questo diritto di civiltà anche alle aziende con meno di 15 dipendenti. 
  • La richiesta di abrogare l’articolo 8 della legge 148/2011 che mina e il diritto al CCnL e la libertà di associazione sindacale.
  • La creazione di strumenti per garantire a tutti i lavoratori, a seguito di crisi aziendali, una fonte di reddito che permetta un dignitoso sostentamento e la realizzazione di politiche industriali innovative e rispettose dell’ambiente necessarie a creare nuovi posti di lavoro .
  • La riduzione della precarietà, mantenendo soltanto il lavoro subordinato determinato/indeterminato e somministrato. Il lavoratore assunto con contratto di lavoro somministrato deve costare di più alle aziende per disincentivare il ricorso a questa forma di lavoro, ma deve soprattutto avere un guadagno maggiore.
  • La necessità di adeguare i livelli retributivi italiani a quelli dei principali paesi europei, effettuando il calcolo sulle retribuzioni nette a parità di potere di acquisto, di prestazione lavorativa e di tipologia professionale.
  • L'introduzione di una patrimoniale che interessi soprattutto le rendite della finanza, al fine di alleggerire il carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati.
  • L'urgente necessità di ripristinare il sistema pensionistico che consenta l'accesso alla pensione, senza nessuna penalizzazione economica, per chi abbia raggiunto 40 anni di versamenti contributivi.
  • La reintroduzione della pensione di vecchiaia a 60 anni di età per le donne indistintamente se occupate nel settore pubblico o privato.
  • Una politica di agevolazione pensionistica per lavoratori precoci e lavori usuranti con riduzione del limite di età contributiva e anagrafica.
  • La rivalutazione economica delle pensioni attuali e future adeguandole al costo della vita e non soltanto a quanti contributi versati, ripristinando un sistema solidaristico sulle pensioni, anche introducendo il nuovo principio del limite massimo per tutte le pensioni.
Votato all'unanimità

La TAV ("La" treno ad alta velocità) in Val Susa

Un'opera pensata e progettata 21 anni  fa  e non ancora iniziata quando si pensava che sulla linea Torino Lione i passeggeri sarebbero passati da 1,5 milioni all'anno a 7,7 milioni in 10 anni.
Ora sono 700.000, infatti il treno diretto Torino - Lione e' stato soppresso.
Non potendo, quindi , far circolare i passeggeri si e' pensato di cambiare il progetto trasformandolo da treno ad alta velocità a treno ad alta capacità.
I traffici sono però calati da 8 milioni di tonnellate di merci nel 2000 a 2,5 milioni di tonnellate nel 2011.
Ricordiamo Che la linea Torino Modane e' stata appena rimodernata ed avrebbe una capacita' di 20 milioni di tonnellate all'anno. Tale linea e' quindi usata solo per il 10% della sua capacita'
La TAV è quindi inutile.
La TAV Torino - Milano (già realizzata e in pianura) e' costata 73 milioni di euro a Km contro i 10 milioni a km della Germania e i 9 della Spagna. Vediamo quindi che il differenziale dei costi qui supera addirittura il 700%
All'epoca attuale il costo per la realizzazione del progetto e' stimato attorno ai 20 miliardi di Euro.
Ma sappiamo che in Italia i costi possono raddoppiare se non triplicare.
A fronte, quindi del costo di un progetto che potrebbe arrivare a 50 miliardi di euro, per rendere l'idea dell'entità dei costi, ricordiamo che l'ammontare dei tagli fatti dalla Gelmini a scuola e università ammontano a 8 miliardi di Euro in 3 anni.
Ogni metro della TAV vuole dire meno servizi per la scuola, per la sanità, per le pensioni ecc.
Il progetto prevede inoltre un traforo di 57 km all'interno di montagne che contengono uranio ed amianto. Ad oggi ancora non si sa dove 1 milione di tonnellate di scorie verranno stoccate, mentre e' previsto un aumento significativo di malattie polmonari, cardiovascolari e di tumori che colpiranno le popolazioni della valle a causa delle polveri velenose e radioattive.
I cantieri dureranno da 15 a 30 anni, trasformando tutta la valle, in questo periodo, in un enorme cantiere.
La TAV , quindi non e' solo inutile ma e' pure dannosa, per le casse dello stato e per la salute dei cittadini.
I motivi per cui i politici Italiani appoggiano questa mostruosità si possono quindi riassumere con una sola parola: tangenti e clientelismo!!
Gli iscritti FIOM - CGIL dell'Insiel S.p.A. Di Trieste appoggiano le rivendicazioni espresse dalla popolazione della Val Susa e la loro lotta contro un sistema che non avendo motivazioni risponde solo con la violenza. La valle e' stata militarizzata, chi protesta viene picchiato ed arrestato.
Chiediamo che venga concordata con la popolazione coinvolta, una valida alternativa ricordando che è possibile rinunciare a progetti faraonici inutili per il territorio e allettanti per i pochi privati che vogliono speculare sulle spalle della collettività, come già successo per il ponte sullo stretto di Messina e le olimpiadi di Roma dove l'attuale Governo ha scelto di bloccare i lavori.

Votato all'unanimità

sabato 3 marzo 2012

Piena solidarietà al popolo della Valle Susa e ai militanti No Tav

E’ in atto una terribile sopraffazione nei confronti delle ragioni e dei diritti di un’intera Valle e di tutti noi. La Tav in Valle Susa deve essere realizzata assolutamente, a tutti i costi. Non ci sono argomentazioni tecniche, valutazioni di buon senso, richieste di confronto che possano essere ammesse. Ogni esitazione è considerata tradimento. Per questo la Valle viene militarizzata con un’occupazione e un intervento senza precedenti, mentre una indecente campagna di disinformazione cancella le ragioni di chi lotta e trasforma tutto in una questione di ordine pubblico. Eppure solo pochi giorni fa avevamo visto decine di migliaia di persone attraversare serenamente la Valle, nella totale solidarietà della popolazione. Ora tutto questo viene cancellato per la ricerca degli infiltrati, degli esaltati, dei violenti. Non ci stiamo, vogliamo ricordare che c’è una persona che rischia la vita, si chiama Luca Abbà, perché ha compiuto un atto di resistenza non violenta. Vogliamo ricordare che dopo la resistenza passiva, attuata contro lo sgombero dell’autostrada, quando le telecamere sono andate via, si è scatenato un violentissimo intervento da parte della polizia, intervento che oggi viene presentato come “scontri”, ma che in realtà è stata una gigantesca e terribile caccia all’uomo e alla donna. Militanti dei No Tav sono stati bastonati e offesi. Una donna tra queste. Senza nessuno che riprendesse la scena. Un giovane operaio della Fiom, Federico, è ora agli arresti.
Intanto l’occupazione militare di una parte del territorio della nostra repubblica viene estesa e l’ex Ministro degli Interni reclama un’ulteriore intervento dell’esercito.
Si dice che la Val Susa è terra di sperimentazione delle forze eversive. Da quel che ho potuto vedere e vivere a me pare che la Val Susa sia diventata la terra di sperimentazione della negazione della democrazia, una cavia per l’Italia, così come la Grecia lo è per tutta l'Europa.
Per questo è giusto mobilitarsi al fianco del popolo della Valle Susa e dei militanti No Tav e collegare la loro lotta a tutte le lotte per la democrazia e i diritti in atto nel paese,  che sono di fronte alla stessa sordità autoritaria.  Tra tutte ricordiamo quelle dei lavoratori Vagon Lit, alcuni dei quali da tre mesi sono su una torre a Milano, licenziati in 800. Con un 50% dei costi preventivati per la Tav si potrebbero salvare tutti questi posti di lavoro e ripristinare un servizio di treni, questo sì, indispensabile per il paese. Ma la politica ufficiale, quella dei palazzi, non ha nulla da dire se non  sostenere gli interventi della polizia.
Dobbiamo mobilitarci. Lo faremo in questi giorni, lo faremo il 9 a Roma affratellando la manifestazione della Fiom alla lotta per la Tav, lo faremo il 31 marzo a Milano, per dire “Occupiamo piazza Affari”, cioè per contestare il vero potere, quello finanziario, che sta distruggendo i nostri diritti, l’ambiente e la democrazia.

Giorgio Cremaschi - 01/03/2012
Rete28Aprile

venerdì 2 marzo 2012

Servizio Pubblico 1 marzo 2012

Maurizio Landini  - TAV "c'è domanda di democrazia"

Maurizio Landini  - La redistribuzione della ricchezza



Marco Travaglio - alta voracità