... ed aggiunge che, sulle voci di corridoio uscite nell'ambito dell'ultima assemblea dei dipendenti della sede di Trieste – voci che in sintesi parlavano di zero esuberi e contratti di pensionamento sul modello Telecom -, "non c'è nulla di vero, l'accordo con i sindacati è molto chiaro e i gossip lasciano il tempo che trovano" ...
sabato 4 ottobre 2008
Tanto per fare chiarezza
... ed aggiunge che, sulle voci di corridoio uscite nell'ambito dell'ultima assemblea dei dipendenti della sede di Trieste – voci che in sintesi parlavano di zero esuberi e contratti di pensionamento sul modello Telecom -, "non c'è nulla di vero, l'accordo con i sindacati è molto chiaro e i gossip lasciano il tempo che trovano" ...
venerdì 3 ottobre 2008
Comunicato RSU Insiel Udine
Intendiamo chiarire che, se sono state riportate correttamente nel comunicato della RSU FIOM di Trieste le dichiarazioni rilasciate nell'assemblea di Trieste del 2 ottobre e riferite alla RSU FIM di Trieste, affermazioni peraltro non smentite dal comunicato della stessa RSU FIM del tardo pomeriggio di ieri, quanto riportato non è mai stato dichiarato ufficialmente dalla controparte ai tavoli di confronto, sia essa Regione o Direzione Aziendale, per quanto ci è stato dato di ascoltare e sentire.
Pertanto le Rsu Insiel di Udine invitano la RSU FIM di Trieste, come qualsiasi altra componente RSU e OO.SS. che possa aver acquisito informazioni diverse, a condividerle con la delegazione sindacale per evitare che siano diffuse versioni discordanti degli stessi incontri e interpretazioni difformi sui contenuti dell'accordo sottoscritto unitariamente il 23 settembre u.s. e riconfermato il 29 settembre u.s.
In conclusione, se qualche componente della delegazione sindacale, è in possesso di rassicurazioni concrete e dotate di qualche fondamento non potremmo che rallegrarcene, ma in assenza di una condivisione delle stesse non possiamo né confermarle né considerarle una motivazione dell'accordo siglato da tutta la delegazione.
RSU Insiel Udine
Referendum Insiel Accordo 23 settembre 2008
giovedì 2 ottobre 2008
Comunicato Stampa RSU FIOM Trieste
• Gli esuberi attualmente sono stati individuati in 85 lavoratori e nessuno, in nessun tavolo di trattativa l’Azienda o la proprietà ha dichiarato che tutti gli eventuali esuberi verranno risolti utilizzando lo strumento del distacco presso le sedi degli enti locali
• Allo stato dell’arte non è possibile determinare il numero preciso dei lavoratori coinvolti negli esuberi (85 dichiarati dall’azienda più eventuali 135 lavoratori se non si trova un acquirente per Insiel Mercato), quindi non si possono ipotizzare le quantità certe di copertura economica (la RSU FIOM si augura di non trovarsi nella condizione di assistere ad un trattamento diverso di esuberi, quelli che possono ricevere una risposta economica e quelli minore o assente), pertanto ad oggi l’Azienda non ha garantito nei tavoli ufficiali un trattamento simile alla “mobilità TELECOM” che ha accompagnato alla pensione i lavoratori con il 100% dello stipendio.
Ciò detto la RSU FIOM si augura che le notizie rivelate in assemblea dei lavoratori dalla RSU FIM siano attendibili.
mercoledì 1 ottobre 2008
Comunicato RSU FIOM
La RSU FIOM ritiene che l’assemblea svolta ieri abbia affrontato i problemi e dato le risposte che hanno portato la Delegazione Sindacale alla sottoscrizione dell’accordo, e non è stata rilevata la necessità di richiedere una seconda assemblea da parte dei partecipanti all’assemblea stessa.
Dalle spiegazioni ricevute dalle “altre” RSU non sono ben chiare le motivazioni che inducono le RSU di Trieste a proporre una seconda assemblea.
Detto ciò, la RSU FIOM è disponibile al confronto con i lavoratori, quindi parteciperà all’assemblea rispondendo, se necessario, agli approfondimenti, ma ritiene fondamentale dare risposte e non condizionare il voto dei lavoratori.
Contratti, "La trattativa è finita"
Si è chiuso male l’incontro tra Confindustria e sindacati. Marcegaglia: valuteremo se fare un accordo separato. La Cgil conferma che le proposte degli industriali non vanno. Mentre per Cisl e Uil l’intesa è vicina. Il 10 ottobre un ultimo incontro
Sulla riforma della contrattazione un accordo che convinca anche la Cgil è sempre più lontano. E si fa sempre più concreta, al contrario, l’ipotesi di un’intesa separata tra Confindustria, Cisl e Uil. Magari con un aiuto da parte del governo. L’incontro odierno (1 ottobre) si è concluso infatti con dichiarazioni molto dure, soprattutto da parte della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che tra le altre cose ha spiegato come la sua associazione “valuterà l'ipotesi di una firma senza la Cgil”. C’è però un nuovo appuntamento, fissato per il prossimo 10 ottobre. Il che vuol dire che la rottura ancora non c’è stata. Resta da capire se gli industriali impiegheranno il tempo da qui al prossimo incontro per elaborare una proposta condivisibile da parte della Cgil, o se invece useranno questi giorni per definire il percorso che porta all’accordo separato.
Da parte sua, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha confermato la bocciatura della proposta di Confindustria, la richiesta di tornare alle proposte originarie presentate dai sindacati, e l’opportunità di allargare la trattativa anche ad altre associazioni datoriali. "Resta la nostra critica generale alla proposta di Confindustria – ha detto Epifani al termine dell’incontro -. Abbiamo anche deciso, in ragione delle cose verificate stamattina, che questa fase della trattativa puo' considerarsi esaurita”. "Non ci alzeremo dal tavolo – ha spiegato -, ma per noi la trattativa è finita". Riguardo alle eventuali responsabilita' su accordi separati, il leader della Cgil ha aggiunto: "Ripensando ai vecchi accordi separati, la responsabilita' degli accordi sindacali e' sempre della controparte. Se la controparte non è d'accordo non si fanno accordi separati, quindi la responsabilità sarebbe di Confindustria".
Nella riunione del 10 ottobre sarà presentato un testo definitivo che accoglie le richieste sia di Confindustria sia di Cisl e Uil.
“Non speriamo niente – ha detto Marcegaglia al termine dell’incontro -. Noi crediamo in questo percorso. Siamo stati coerenti ma il non fare questo accordo avrebbe conseguenze pesanti”. Secondo Marcegaglia "la Cgil chiede un ritorno alla scala mobile. Questo è inaccettabile, non esiste in nessuna parte d'Europa. Non sarebbe accettato dalla Bce e da Bankitalia, ci porterebbe fuori dall'Unione Europea. Noi non vogliamo uscire dall'Europa, pertanto non è possibile accettare ciò che dice la Cgil". E ancora giù duro: "Abbiamo rinunciato all'inflazione programmata, indicando un indice previsivo a tre anni depurato dalla sola energia importata. Un altro aspetto assurdo emerso è che per la Cgil non ci deve essere alcun tipo di regole. C'è una chiusura. La Cgil vuole, come dice Bombassei, una sorta di Far West".
Dichiarazioni cui Epifani ha replicato altrettanto polemicamente: "Vedo con stupore che il presidente di Confindustria ci attribuisce argomenti che nessuno ha mai sollevato, invece di rispondere sul merito dei problemi che abbiamo posto. Ci accusa di volere il Far West, mentre siamo noi a voler evitare il Far West contrattuale, insistendo perche' sia difeso il modello contrattuale universale". Quanto alla accusa di voler ripristinare la scala mobile, continua Epifani, questa “e' una pura invenzione. Vogliamo pero' evitare che, come prevede la proposta di Confindustria, siano solo i lavoratori a pagare gli effetti dell’inflazione importata".
Il direttivo Cgil del 30 settembre
Il direttivo della Cgil, riunitosi il 30 settembre, ha bocciato il documento presentato da Confindustria giudicandolo "incompatibile con la piattaforma Cgil Cisl Uil. Tra i punti ritenuti inaccettabili dall'organismo della Cgil, c'è il mancato "allargamento della contrattazione di secondo livello, in quanto “l’attuale prassi” - si legge nel documento approvato dal direttivo - sommata alla totale variabilità e indeterminatezza dei premi" rappresenta "un restringimento della contrattazione".
Tra gli altri punti della piattaforma di Confindustria bocciati dalla Cgil: le proposte sanzionatorie, derogatorie, l’arbitrato, la conciliazione e le modalità della bilateralità. L’indicatore proposto dagli industriali "non risponde all’inflazione realisticamente prevedibile e non è accompagnato da verifica e recupero dell’eventuale scostamento. Così si determinerebbe la riduzione programmata dei salari contrattuali". "Inoltre - argomenta la confederazione - va sottolineato che l’impianto proposto da Confindustria, le iniziative del Consiglio dei Ministri con la manifesta volontà di cancellare i contratti di lavoro pubblici, l’accordo separato nel contratto del commercio e terziario, indicano il concreto rischio di un moltiplicarsi di modelli contrattuali, destrutturando il modello universale degli assetti contrattuali, generando l’effetto della rincorsa al dumping, tra le categorie, indebolendo ulteriormente le categorie più frammentate". La Cgil giudica quindi "esaurita questa fase del confronto, con la sola Confindustria, sugli assetti contrattuali" e propone l’allargamento del confronto a tutti gli interlocutori compreso il governo, ripartendo dalla piattaforma Cgil Cisl Uil.
Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, esprime invece un giudizio molto positivo sulla trattativa. "Siamo arrivati a un punto decisivo davvero importante - ha detto al termine dell'incontro -. Confindustria ha sciolto molti nodi, c'è un avanzamento molto forte". L'impianto generale di riforma che si va delineando è "condivisibile. C'è un passo avanti notevole, ciò che è uscito oggi è incoraggiante e ci mette di fronte a una svolta delle relazioni industriali. Ora bisogna confrontarsi con le altre associazioni datoriali. Siamo vicini a una conclusione".
Idem il suo omologo in casa Uil, Luigi Angeletti, secondo il quale è stato “un incontro proficuo. Confindustria ha modificato parti del documento e ha risposto abbastanza positivamente alle nostre osservazioni'. Per Angeletti “il 10 ottobre potrebbe essere l'incontro conclusivo. La trattativa e' praticamente conclusa, dobbiamo stendere il documento finale, sui temi fondamentali siamo d'accordo”.